30.11.10

Merica su BabelTv- canale 141 di Sky il 5 dicembre


Merica sarà trasmesso da Babel TV, canale 141 di Sky Italia domenica 5 dicembre alle ore 21.00 e domenica 12 dicembre alle ore 21.00

Per informazioni vedi il sito di Babel TV

18.10.10

Online il sito della Vezfilm

E'online Vezfilm.org, il nuovo sito della Vezfilm, la casa di produzione creata dagli autori di Merica. Clicca qui per accedervi.

8.1.10

Radio Euradionantes (Francia) parla di Merica

In coincidenza con la proiezione all'Università di Nantes di Merica, Euradionantes ha intervistato uno dei registi, Federico Ferrone, in due occasioni.

Clicca qui per ascoltare l'intervista (in italiano) durante"Le quart d'heure italien d'Issimo".
Clicca qui per ascoltare l'intervista (in francese) durante "L'invité de la redaction"

27.8.09

Merica proiettato a Global Beach- Mostra del cinema di Venezia 2009









Durante la Mostra del Cinema di Venezia, Merica sarà proiettato il 9 settembre alle ore 23.00 nell'ambito di Global Beach 2009.
Per info: http://globalbeach2009.blogspot.com/

4.8.09

il DVD di MERICA disponibile anche su Docvideo

Oltre che nella Bottega di Carta
il dvd di MERICA è adesso acquistabile online anche sul sito di Docvideo al prezzo di euro 10,00 più le spese.
Clicca qui per maggiori informazioni

17.3.09

La Regione «dimentica» documentario non in linea






Leggo sul sito della Regione Veneto e sui giornali, che al documentario «Stranieri in Patria» di Roberto Citran e Gianni Ferraretto, prodotto dalla Regione del Veneto, è stato assegnato il «Premio Libero Bizzarri». La dirigente regionale Maria Teresa De Gregorio gongola felice per l’esito e si augura che vi sia un seguito. Ma quanto ci è costato in tre anni parlare del fenomeno emigrazione? 264 mila euro per il documentario «Un popolo di ambasciatori» di Enrico Lando; 40 mila questo di Citran e Ferraretto, con in più 4.100 euro per le proiezioni e copie dvd a carico dell’ente regionale; 20 mila euro per «Merica» di Federico Ferrone, Michele Manzolini e Francesco Ragazzi, quest’ultimo realizzato grazie al premio di Videopolis, manifestazione finanziata dalla Regione per 120 mila euro. In tre anni, più di 300 mila euro. Pochi? Il documentario più meritevole? A mio giudizio e secondo il gusto del pubblico che l’ha visto in moltissime proiezioni in giro per l’Italia e nei festival, è «Merica», dal costo-beneficio più favorevole perché ci è scostato solo 20 mila euro. Purtroppo è stato «dimenticato» dalla Regione perché non in linea con le aspettative, diciamo «istituzionali».

Michele Francesco Schiavon

30 ottobre 2008

25.1.09

Merica partecipa al ciclo "Il documentario non si rassegna" di Documé

Merica fa parte dei film scelti per la rassegna "Il documentario non si rassegna" organizzato in varie città del Piemonte dal circuito Documé. Merica sarà proiettato ad Alba (CN), Cuneo, Pinerolo (TO) e Novara tra fine Gennaio e l'11 Marzo. Clicca qui per il programma completo della rassegna e le proiezioni

23.1.09

L' "Alto Adige" parla di Merica

In occasione della proiezione di Merica a Bolzano, Massimo Bertoldi ha realizzato un'intervista apparsa il 22 gennaio sull' Alto Adige

Federico Ferrone firma con Michele Manzolini e Francesco Ragazzi la regia del film “Merica”. Gli abbiamo rivolto alcune domande, per meglio capire i contenuti e o obiettivi dell’operazione
Come e quando è nata l'idea di affrontare il tema trattato in "Merica"?
Volevamo soprattutto raccontare l'immigrazione dell'Italia attuale e ci è sembrato una buona idea confrontarla con la grande emigrazione italiana di un secolo fa. Gli italiani di oggi sono molto indulgenti con le sofferenze dei propri emigranti nel mondo, molto meno con i migranti che arrivano oggi nel nostro paese. Eppure i punti di contatto tra le due esperienze sono molte. Basti pensare che alcuni dei migranti che arrivano oggi sono argentini o brasiliani discendenti di italiani che “tornano” nei villaggi dei loro bisnonni, spesso senza sapere quanto le cose siano cambiate.
Come si è svolta materialmente la realizzazione di questo film-documentario? Il nostro precedente documentario, “Banliyo- Banlieue” aveva vinto il festival Videopolis nel 2005 e il premio era un finanziamento della Regione Veneto. Con quel denaro e con l'appoggio di una casa di produzione di Roma, la Mithril production, ci siamo messi subito al lavoro. Sembra strano ma non c'è stata quasi nessuna differenza nei compiti dei tre registi. Un ruolo fondamentale lo ha svolto Jaime Palomo Cousido, che ha seguito tutte le riprese come camera- man e ha poi montato il film. Per quanto riguarda le riprese. Siamo stati 2 mesi nel Nord Est e poi siamo partiti in Brasile, nella regione di Espirito Santo, dove si trovano molti discendenti di italiani. Abbiamo montato il film per 3 mesi e quindi si può dire che il lavoro è durato circa 8 mesi.
Perchè la scelta del supporto digitale?
Purtroppo è una conditio sine qua non per chi aveva un budget come il nostro. La pellicola ormai è un lusso che si permettono solo i film di finzione a grande budget (almeno 20 volte il nostro). Nel caso di un documentario poi, è importante poter girare molte ore per poi selezionarle con calma in sede di montaggio e questo è possibile solo col digitale.
In merito al tema dell'immigrazione e della vita degli italiani all'estero, come emergono dal vostro prezioso lavoro, cosa si può aggingere oggi, magari pensando a come la politica affronta il tema dell'accoglienza dell'extracomunitario e come risponde l'opinione pubblica al confronto con il 'diverso'? A livello legislativo sembra un problema gigantesco, ma a livello di atteggiamento a me sembra una questione elementare. Io credo che si dovrebbero trattare i migranti come si trattano i cittadini italiani: dando loro innanzitutto dei diritti e poi, eventualmente, punendoli quando delinquono, ma senza demonizzarli in quanto membri della categoria “immigrati” o per la loro nazionalità. E' banalissimo ma mi pare che oggi prevalga una logica opposta: si va avanti a colpi di leggi eccezionali.
Quali sono i circuiti di distribuzione e a che tipo di pubblico il lavoro si rivolge, magari anche scolastico? L'Italia è giustamente considerato un paese con una distribuzione molto chiusa. Fortunatamente esistono alcuni circuiti e distribuzioni alternative. Il nostro film è venduto in dvd dalla rivista CARTA e distribuito da Documè, una meritoria associazione che si occupa di far circolare documentari in tutta Italia. Noi abbiamo creato un piccolo sito dove dichiariamo che siamo felici di proiettare il film nelle scuole, nelle associazioni e nelle sale. Ci scrivono spesso, ad oggi infatti abbiamo organizzato più di 80 proiezioni, anche nelle scuole naturalmente. Massimo Bertoldi

11.1.09

Merica proiettato al Teatro Cristallo di Bolzano

Merica sarà proiettato il 21 Gennaio alle ore 20.30 presso il Teatro Cristallo di Bolzano nel quadro del progetto “Madre Terra”. Prima della proiezione, curata dall'Associazione Cristallo
e della Caritas, il sociologo delle migrazioni Maurizio Ambrosini presenterà il suo libro “Migranti: tra necessità e rifiuto. Ingresso libero. Per ulteriori informazioni clicca qui

28.11.08

Lettere degli spettatori

"Ci siamo conosciuti e parlati in fretta dopo la proiezione di Merica all'Aurora, durante la rassegna del cinema africano di Verona. Mi sono commosso nel vedere alcune scene girate in Brasile ripensando ai miei emigranti . Ti invio in allegato una storia che e' la storia dei parenti di mia moglie emigrati in america, un pezzo scritto da mio figlio l'anno scorso per gli esami di licenza media. Ciao"
Riccardo Filippini, Collettivo Cinema Popolare, S.Ambrogio Valpolicella (VR)

Clicca qui per leggere tutto il post

21.11.08

FilmDoc parla di Merica

Nell'ultimo numero di FilmDoc (nov-dic 2008), la rivista dell'AGIS Liguria, Alessandro Tinterri dedica ampio spazio a Merica nel suo articolo "Cinema documentario e storie di emigranti".
Per accedere all'edizione .pdf vai al sito ufficiale della rivista

"Cinema documentario e storie di emigranti"

Nel 1994 Lamerica di Gianni Amelio ci aveva mostrato il viaggio della speranza dall’Albania all’Italia, terra di recente immigrazione, ora Merica, film documentario di Federico Ferrone, Michele Manzolini e Francesco Ragazzi, viene a ricordarci quando eravamo noi gli emigranti e lo fa attraverso storie di oggi, di quella che viene definita«immigrazione di ritorno».

Clicca qui per leggere il resto dell'articolo

31.10.08

Merica selezionato al Festival del Cinema Africano di Verona nella sezione "Multicolor Cinema"

Merica è stato selezionato nella categoria "Multicolor Cinema" al XXVIII Festival del Cinema Africano di Verona che si terrà tra i 14 e il 22 novembre.
Merica sarà proiettato due volte, entrambe al Cinema Aurora (via Girolamo Fracastoro 17), il 15 settembre alle ore 20.30 e il 16 settembre alle ore 17.00. Si tratterà della "prima" del film a Verona, una delle città nelle quali è stato girato il film.

Per informazioni vedi il sito ufficiale del festival.

27.10.08

Merica su Passpartù, la trasmissione dedicata ai migranti del network Amisnet

L'ultima puntata di Passpartù, programma radiofonico dedicato all'immigrazione in Italia a cura del network Amisnet, dedica ampio spazio a Merica. Oltre ad alcuni spezzoni audio del film, è possibile ascoltare anche un'intervista a Federico Ferrone.

Per ascoltare la trasmissione clicca qui

Per l'elenco delle radio affiliate a Amisnet
vedi invece qui

16.10.08

Merica recensito da "Africa e Mediterraneo"






Una terrazza luminosa nonostante le inferriate che la chiudono. Il giovane Felipe confida alla telecamera la sua seria intenzione di partire per l’Italia: “So che avrò i miei diritti di italiano. Voglio fare tutto ciò che fa un cittadino italiano”. Siamo nella regione dell’Espirito Santo, Brasile.

Felipe è nipote di uno di quei 16 milioni di italiani che tra la fine del secolo scorso e i primi del ‘900 lasciarono il proprio paese in cerca di opportunità.

Poi un volto chino, che spunta da un piumino blu, lo sguardo fisso sulla punta delle scarpe che, veloci, si fanno largo su un marciapiede in una qualsiasi mattina grigia. Siamo in Veneto, Nord-est italiano.

Il volto che si gira di tanto in tanto guardingo verso l’obiettivo appartiene a uno dei milioni di immigrati approdati nel nostro Paese.

Con queste due immagini che si alternano con un ritmo via via sempre più incalzante si apre Merica. Due immagini-simbolo di chi da una parte dell’oceano è ancora pieno di speranze e aspettative e di chi, dall’altra parte, molte di quelle speranze le ha perse ritrovandosi ad affrontare una realtà spesso dura e chiusa.

Merica ci pone davanti a due iter andata-ritorno, Veneto-Brasile e Brasile-Veneto: periodi storici diversi, direzioni opposte, protagonisti differenti, ma uguale la ragione dello spostamento. La ricerca di una migliore condizione di vita.

In poco più di un secolo i flussi migratori si sono letteralmente rovesciati. Se prima si sfuggiva a un’Italia povera e contadina, oggi questo stesso paese ha fatto il salto ed è entrato nel club del primo mondo, richiamando migranti da ovunque.

In questa analisi dell’immigrazione da e per l’Italia numerosi sono i punti dolenti toccati: in primis questa sorta di perdita di memoria che colpisce quegli italiani che ieri vedevano amici e parenti partire e che oggi vogliono blindare i confini per evitare che “varie etnie” assaltino come api il “miele” della propria economia.

Merica ci induce anche a interrogarci sul significato dell’appartenenza a un’identità nazionale e culturale: chi cresce nella cultura italiana ma è cittadino di un altro paese è straniero, chi è cittadino italiano ma è cresciuto in una cultura diversa è sempre e comunque straniero. Un paradosso semantico e identitario che, attraverso le riflessioni di italiani all’estero e di stranieri in Italia, ci porta a interrogarci sui criteri che determinano l’appartenenza o meno a una società.

Ieri da una parte dell’oceano l’entusiasmo del sentirsi italiani ha aiutato generazioni di immigrati ad affrontare le difficoltà quotidiane, creando il senso di comunità. Oggi questo sentimento continua a alimentare i sogni dei giovani, a volte per semplice curiosità di indagare sulla propria origine, a volte per sfruttare quell’italianità che diventa un lasciapassare verso il primo mondo. Ma, una volta giunti dall’altra parte della sponda, capita spesso che questo entusiasmo perda la sua carica.

Il documentario in stile cinematografico 16:9 scorre veloce attraverso una fotografia attenta e curata, con interviste mirate a offrire un’ampia panoramica dei diversi punti di vista (dagli immigrati di ieri, agli immigrati di oggi, dal prosindaco di Treviso Gentilini, a Zulian, rappresentante del coordinamento immigrati di Verona).

Federico Ferrone, Michele Manzolini e Francesco Ragazzi sono i realizzatori di questa pellicola che ha già ricevuto diversi premi e riconoscimenti: dal premio del pubblico a Terre di tutti Film Festival di Bologna al primo premio al Jeff Festival di Taranto.

Panoramiche e campi aperti, la radio che ogni tanto irrompe, sintonizzata ora sulle frequenze brasiliane ora su quelle italiane, il leit-motiv del gruppo portoghese Terrakota e l’animazione di Giuseppe Ragazzini dai disegni leggeri per temi che sfiorano il dramma, danno un tocco di stile in più a questo lavoro già di per sé eccellente.


Elisabetta Degli Esposti Merli


Africa e Mediterraneo 1/08 (numero 63)